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I Colli Matildici: paesaggio


Le Terre di Matilde: sullo sfondo Rossena e Rossenella
(foto: Giorgio Movilli)

Le particolarità del territorio matildico abbracciano non solo i beni monumentali e storici, che avremo modo di presentare nelle successive pagine dedicate ai singoli territori comunali, ma una interessante varietà del paesaggio, originato da una complessa successione di diversi tipi di rocce, prevalentemente di origine marina. Tra queste le più diffuse sono le argille, tra cui le più antiche risalgono al periodo Cretaceo (60-80 milioni di anni fa). A partire da Canossa e procedendo verso l’entroterra appenninico i versanti dei rilievi si fanno più accentuati, grazie alla maggiore resistenza della roccia dura di tipo arenaceo ed arenaceo-marnoso che li contraddistingue, e le colline argillose ricoperte da coltivi e limitati lembi di boschetti di Roverella, Ginepro e Orniello lasciano via via il posto ai boschi di Caprino nero, Cerro e Rovere. Castagneti, querceti e pinete circondano ampie aree a sud, ove sono anche presenti pascoli alti e zone di coltivo sulle mezze coste a solatìo. L’attenzione del turista è particolarmente catturata dal vistoso fenomeno dei calanchi, innescati prevalentemente da una remota attività di disboscamento. Interessante la rupe di Canossa, chiara e luminescente (Canossa deriva da "canus": canuto, biancheggiante) e geologicamente curiose le rupi vulcaniche di Rossena e Rossenella, sempre nel territorio di Canossa, che traggono il proprio nome dalla particolare colorazione purpurea del tipo di roccia vulcanica che le contraddistingue.

Particolari le spettacolari pareti verticali di Campotrera, che col loro taglio, reso possibile dall’origine vulcanica della roccia, spezzano i dossi tondeggianti e plastici del paesaggio nel suo passare dall’alta pianura al monte.

A favorire il grande afflusso turistico nella zona, soprattutto quello escursionistico che si svolge a diretto contatto con i luoghi e con l’ambiente naturale, sono le favorevoli condizioni climatiche, complessivamente gradevoli, con escursioni termiche moderate ed ampi periodi di bel tempo, in estate quanto in pieno inverno, con atmosfera tersa e buona visibilità. In talune zone le particolarità climatiche dell’area matildica si accentuano, con temperature stagionali superiori alla media; questo fenomeno ha permesso negli anni passati la coltivazione dell’ulivo.

Ad addolcire ulteriormente il paesaggio è la fioritura, in primavera, di primule, anemoni e orchidee, alcune delle quali assai rare, accolte nel sottobosco e nei versanti collinari. La comunità animale è costituita da comuni uccelli e mammiferi predatori, quali volpi, faine, gheppi, gufi e barbagianni. Molto diffusa è la poiana, grande uccello rapace. Nei boschi compaiono talvolta caprioli e cinghiali, questi ultimi immessi da qualche anno a fine venatorio. Presente soprattutto nelle estremità meridionali dell’ampio territorio è anche la vipera, alla quale gli appassionati di Trekking dovranno prestare attenzione.

Nelle pagine seguenti pubblichiamo brevi schede dedicate ai 22 Comuni soci della Matilde di Canossa Spa, di cui è cittadino onorario Sua Santità il Dalai Lama. La visita del turista, ispirata agli eventi storici delle terre di Matilde di Canossa o al moderno pellegrinaggio lungo la "Via Matildica" in occasione del Giubileo, può prendere il via dai luoghi e dai castelli sinteticamente elencati.

 

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