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Il Dalai Lama nelle Terre della Contessa Matilde di Canossa
Un messaggio di pace e speranza nel segno della storia


Il Dalai Lama riceve da una ragazza in costume d'epoca un cesto di frutti di melograno, simbolo della Contessa Matilde di Canossa
(foto: Giacomo Barazzoni)

La Società Matilde di Canossa Spa si è proposta fin dalla sua costituzione, nel 1994, l’obiettivo di agire per la conciliazione dei popoli. Raccogliendo anche la sollecitazione della Casa del Tibet di Canossa, essa si è così mossa per favorire il dialogo fra gli esuli tibetani, più di centomila in tutto il mondo, e la Cina Popolare. L’atteggiamento assunto dai rappresentanti della Società Matildica è stato sempre al di sopra delle parti in causa, equidistante e neutrale. Si è insistito sul punto che è parso corrispondere all’impostazione progressivamente maturata tra le parti soprattutto negli ultimi mesi: il riconoscimento della piena autonomia del Tibet. Un’autonomia da esercitare con la costituzione di un Governo Locale che assicuri il riconoscimento delle tradizioni, del patrimonio culturale, dell’originalità del popolo tibetano e delle libertà, tra cui quella religiosa.

La Repubblica Popolare Cinese si è dichiarata disponibile al dialogo con il Dalai Lama qualora sia definitivamente abbandonata la richiesta di Indipendenza del Tibet. Il Dalai Lama ha ripetutamente risposto che il problema dell’Indipendenza del Tibet non si pone e che essa non viene richiesta. Le due posizioni paiono ormai simili e l’azione della Società Matilde di Canossa ancora più vicina a dare il proprio contributo ad una rapida soluzione della questione Tibet. Un primo incontro tra le due fazioni potrebbe avere inizio in una sede neutrale, riservata e svincolata da rapporti di carattere istituzionale. Senza cadere in facili illusioni, alcuni segnali indicano Canossa e le Terre Matildiche come luogo ideale per la ripresa del dialogo: in queste colline la Contessa Matilde di Canossa operò una costante azione di conciliazione fra i grandi poteri di allora, il Papato e l’Impero, rappresentati da Gregorio XII ed Enrico IV, con l’intento di mantenere la Pace e di stabilire una comune convivenza.

Oggi i rappresentanti del Governo Cinese e del Governo Tibetano in esilio sono invitati ed accolti in queste Terre con l’auspicio di un prossimo incontro, che indichi la via per una soluzione positiva. Parallelamente, in data 22 Settembre 1999, una Risoluzione del Consiglio regionale dell’Emilia Romagna ha rivolto alla Giunta Regionale un appello affinchè il Presidente promuova in terra emiliano-romagnola tutte le iniziative, politiche e istituzionali, per incontri preliminari che portino ad una soluzione della controversia. Il 25 Ottobre 1999, con atmosfere medievali e cavalieri si è dato il benvenuto nella Piazza del Municipio di San Polo d’Enza a Sua Santità il Dalai Lama del Tibet, l’"Oceano di Saggezza", traduzione letterale del termine Dalai Lama. Con l’introduzione del Presidente dell’Associazione Italia-Tibet e la regia di Red Ronnie si sono esibiti i Nomadi, da anni vicini al Tibet, ed il flauto straordinario di Andrea Gri-minelli. Poesie e i messaggi dedicati al Dalai Lama sono stati interpretati da due sensibilissimi attori: Annarita Chierici e Jim Maglia.


Discorso di benvenuto al Dalai Lama: sul podio il Presidente della Società Matilde di Canossa Spa, Dott. Centurio Frignani. Sulla destra Sua Santità e alle spalle i 23 Sindaci e rappresentanti dei Comuni che gli hanno conferito la Cittadinanza Onoraria, con i rispettivi gonfaloni
(foto: Giacomo Barazzoni)

Il Conferimento della Cittadinanza Onoraria dei 22 Comuni Matildici ha rappresentato il momento di portata storica con protagonisti il Dott. Centurio Frignani, Presidente della Matilde di Canossa Spa, il Dott. Vasco Errani, Presidente della Regione Emilia Romagna e tutti i Sindaci dei Comuni matildici con i rispettivi gonfaloni. Il pubblico, giunto particolarmente numeroso da tutta Italia, malgrado le difficili condizioni meteorologiche, ha partecipato incuriosito e commosso alla manifestazione, che ha raggiunto il suo culmine nell’atteso discorso del Dalai Lama, improntato al recupero dei valori fondanti della società e alla causa del Tibet. Al suo atteso ingresso l’atmosfera, già colorata dall’esibizione dei Nomadi, che hanno eseguito "Il vecchio e il bambino" e "Ricordati di Chico", e dalle letture di Annarita Chierici e Jim Maglia, si è fatta raccolta e intensa. In molti hanno gridato "Tashi Delek" (che tu sia benedetto) e salutato con inchino a mani giunte alla maniera tibetana, un rito imparato pochi minuti prima dagli insegnamenti del Lama Paljin Tulku.

Il messaggio di benvenuto a Sua Santità è stato porto dal Dott. Centurio Frignani, Presidente della società Matilde di Canossa Spa, cui è seguito il discorso del Dott. Vasco Errani, Presidente della Regione Emilia Romagna. L’attrice Annarita Chierici ha infine letto la motivazione con cui i Comuni Matildici hanno conferito la Cittadinanza Onoraria a Sua Santità. Il Dalai Lama, che ha ascoltato con estrema attenzione ogni parola proferita per l’importante evento, si è quindi rivolto alla folla con "l’indubbia capacità di trasmettere un grande senso di serenità, simpatia e cordialità" - come riportato l’indomani dalla stampa - "l’Oceano di Saggezza si è presentato come un umile monaco che sa toccare il cuore delle persone e con un gesto, un sorriso, un saluto, annullare la distanza che il suo ruolo potrebbe suggerire" (Gazzetta di Reggio, 26.10.99). La fine del discorso è stata dedicata ai bambini stipati sotto il palco, "il futuro e la nostra speranza", sotto una cascata di petali di rosa. In seguito alla consegna dei doni al Dalai Lama, l’incontro a San Polo d’Enza si è concluso con le note del flauto dolce di Andrea Griminelli, che ha eseguito l’inno tibetano. La manife-stazione è stata anche l’importante occasione per l’inaugurazione di una grande opera in le-gno di tiglio: "Himalaya", scultura di Remo Belletti, artista di fama internazionale, frutto di un lungo lavoro ispirato: cinque volti si innalzano verso un cielo sognato e conquistato. L’opera è ora collocata presso il Museo della Casa del Tibet di Votigno di Canossa. Due opere di grande ispirazione dell’artista Nani Tedeschi sono state donate dal Dott. Centurio Frignani a Sua Santità: "Il Pellegrino", nel quale può leggersi un metaforico richiamo al rapporto tra la storia delle Terre Matildiche e il pellegrinaggio del Dali Lama portatore di un messaggio di pace e speranza, ed il "Ritratto del Dalai Lama in occasione del conferimento della Cittadinanza Onoraria dei Comuni Matildici", opera su carta 50 x 70 scelta come immagine ufficiale dell’evento.


Sua Santità mostra al pubblico il gioiello avuto in donoto da
"Il mestiere d'oro". Disegno originale di Thomas Neroni
(foto: Luca Trascinelli)

Il mondo pittorico è stato inoltre rappresentato da Germano Spartaco Boiardi e Loris Tonino Paroli, il primo con un acquerello che rappresenta la Rupe di Canossa ed il secondo con un oceano di luce che supera ogni costrizione e conflitto. L’atelier "Il Mestiere dell’Oro" di Puianello di Quattro Castella, contraddistinto dalla vocazione di lavorare con le mani il metallo nobile trasformandolo in una piccola scultura da indossare, ha realizzato per Sua Santità un pezzo unico costituito da un frammento in oro 750 con motivo canusino tratto dall’oratorio di S. Vitale in Carpineti e fregio secondo il codice Vaticano di Donizone. Il gioiello è nato dall’arte di Francesco Neroni, ideatore della caratteristica ed originale lavorazione a lamine sovrapposte che identifica le opere del "Il Mestiere dell’Oro", affiancato dal figlio Thomas Neroni.

  
Andrea Griminelli e Annalisa Chierici con Sua Santità
(foto: Giacomo Barazzoni)

Il Maestro reggiano Francesco Germini, apprezzato direttore d’orchestra ed autore di musiche per films d’esplorazione, sigle televisive e opere musicali di successo, particolarmente conosciuto in Terra Matildica per l’orchestrazione dell’opera lirica "Matilde" di Giovanni Bertolani e per l’assistenza alla direzione musicale delle prime due edizioni del Festival Internazionale dei Castelli Matildici, che hanno riscosso note-vole successo, ha composto per l’occasione del 25 Ottobre un’opera particolarissima che racconta con le note l’intera storia del Tibet. "Ki Ki So So Lha Gye Lo", è il titolo dell’opera che significa in tibetano "Gli Dei Vinceranno": un’antica invocazione buddista per un futuro di libertà. Un dono diverso, ma certamente molto apprezzato dal Dalai Lama è stata l’offerta di una nuova ambulanza per il Delek Hospital di Dhramsala in India, la cittadina dove egli vive con migliaia di profughi tibetani.

L’idea è stata portata avanti dalla Casa del Tibet grazie alla sensibilità di sottoscrittori privati e del Lions Club Canossa di Reggio, il Rotary Est di Parma, il gruppo Sai Baba, il Comune di Bagnolo in Piano, Nomadi Fans Club, il Circolo Sangrila di Gualtieri, Gianni Montanari, Tibet Support Group di Forlì col coordinamento di Fiammetta Frattini, Fondazione Cassa Risparmio di Forlì, Comitato Lotta per la Fame nel Mondo di Forlì, Croce Rossa di Forlì. La nuova ambulanza sostituirà quella donata sempre dalla Casa del Tibet nel 1991, in occasione dell’anno internazionale del Tibet con il contributo del Seroptimist di Forlì e della ditta Unibon di Reggio Emilia e aiuterà i migliaia di tibetani profughi di Dharamsala a cui si aggiungono ogni anno più di 7.000 disperati che arrivano stremati o ammalati dopo mesi di duro cammini sulle montagne himalaiane per fuggire dal Tibet.

In occasione del conferimento della Cittadinanza Onoraria dei Comuni Matildici al Dalai Lama sono state divulgate importanti opere di Autori reggiani: "Matilde in Tibet, dialoghi di un sogno che si fa storia", edizioni Diabasis, è un prezioso volume che descrive due mondi lontanissimi, il Tibet e le Terre Matildiche. L’autore, Sen. Alessandro Carri, è presidente della assemblea dei soci della Società Matilde di Canossa Spa. "Dal Tibet, messaggio di pace", edizioni Tecnograf, è un documentato studio sul pensiero buddista, che attraverso i millenni ha predicato la "non violenza". L’autore è il prof. Ugo Bellocchi, giornalista professionista, Presidente della Deputazione Reggiana di Storia Patria. La giornata del Dalai Lama si è conclusa in forma privata a Votigno, ove ha sede la Casa del Tibet, unica in Italia. Qui è stato inaugurato il Museo del Tibet, destinato a diventare un punto di riferimento religioso e culturale per migliaia di visitatori.

 

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